Corsa
Prepararsi alla mezza maratona con ChatGPT
Resoconto della gara dopo l’allenamento con l’intelligenza artificiale
Una partenza davvero turbolenta
Come sempre, la notte prima della gara ero agitato e ho dormito poco. La sveglia è suonata alle 6:00 e alle 9:00 ero già al punto di distribuzione dei numeri per la gara. Dalle 10:50 ho aspettato al freddo, insieme a centinaia di altri corridori, nella piazza del mercato di Halle fino alle 11:00, quando hanno dato il segnale di partenza. Le condizioni meteo non erano ideali: clima secco, leggermente soleggiato con una temperatura di 12 gradi, ma con forti raffiche di vento fino a 70 chilometri orari. Nei primi 4 chilometri ho corso con un forte vento contrario, che si è calmato soltanto dopo la prima salita, ma poi è iniziato il terreno irregolare del bosco. Ho cercato di controllare il ritmo e di tenere sotto controllo il battito cardiaco. Ma sin dall’inizio mi sono reso conto che non era la mia giornata: non riuscivo a entrare nel flusso della corsa.
Bello il bosco! Ma quando finisce?
Il percorso che attraversava la Dölauer Heide era piuttosto scenografico e sicuramente perfetto per una corsa lunga e rilassata, ma durante la gara sembrava non finire mai. Il terreno smosso, in parte sabbioso e scivoloso, mi toglieva le forze. Anche le numerose curve e salite alteravano il mio ritmo. La frustrazione era alle stelle, ma non appena il bosco si è diradato, ho ritrovato la speranza... purtroppo accompagnata da un forte vento contrario e da un terreno ancora più sabbioso.
Che dolore: devo fermarmi?
Nonostante il vento contrario, ero ottimista poiché la maggior parte dei metri di dislivello era alle spalle. Adesso il vento era a favore, ma raggiunti i 12 chilometri ho avvertito improvvisamente una fitta al fianco destro. Dolori al fianco? Non avevo mai avuto problemi di questo tipo! In preda all’ansia, ho cercato di ripensare ai consigli di CoachGPT: respirare lentamente e profondamente. Mi sono trascinato per i 2 chilometri successivi, con un ritmo che da 4:40 era sceso a 4:50. La breve salita successiva e il forte vento contrario mi hanno fatto scendere a 5:00.
Va bene raggiungere ad ogni costo il traguardo, ma non così!
A questo punto mi ero ormai convinto: è finita! L’obiettivo di stabilire un nuovo record non era più raggiungibile. La mia testa era così passata dalla modalità “gara” alla modalità “resistenza”. Ho percorso una breve rampa al chilometro 16,5 con un’andatura traballante, poco dopo essermi fermato al chiosco delle bibite per bermi un po’ di cola. Al chilometro 20 sono stato superato: ho cercato di tenere il passo per un po', ma alla fine mi sono arreso. Al traguardo ho fermato l’orologio e sono rimasto sbalordito: 1:33:40, solo 7 secondi in più del mio miglior tempo! Non ci credevo! Se avessi saputo di essere così vicino al mio miglior tempo, avrei mobilitato tutte le mie forze. Ma con i se e con i ma, la storia non si fa! Sarebbe bastato controllare ogni tanto il mio tempo totale.
Un finale deludente, ma di grande insegnamento
Non era la mia giornata, non era il percorso più veloce (anche se bello), non c’erano le condizioni meteo ideali… Tuttavia non sono state queste le ragioni principali del mio fallimento. Non ho lottato fino alla fine perché mi sono fatto abbattere dai pensieri negativi e non sono riuscito a liberarmene. Nonostante tutto questa mezza maratona Händellauf è stata di grande insegnamento per me. Tra l’altro mi è servita da lezione per ricordarmi in futuro di tenere sempre d’occhio i tempi intermedi quando raggiungo i riferimenti chilometrici prefissati.